Artisti e Trading

di Massimo Bordin docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico di Conegliano Veneto (TV)

 

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I rapporti impossibili che il progetto micidial.it tenta di far venire alla luce diventeranno persino banali con il trascorrere del tempo. E’ così per i legami (a nostro avviso ovvii) tra la filosofia e la finanza, ma anche l’arte si sveglierà dal suo sonno dogmatico e comincerà a rappresentare il potere contemporaneo, che è appunto la finanza e non più la politica. Gli artisti del mondo classico e moderno spesso hanno affrontato il tema del potere anticipando, intuendo le nuove dinamiche sociali tramite le loro produzioni. Talvolta gli artisti esprimevano la loro critica e la loro angoscia, ma più spesso la loro condivisione al sistema. Basti pensare alla Cappella degli Scrovegni di Padova, affrescata nel Trecento da Giotto e commissionata dal ricchissimo Enrico Scrovegni, noto usuraio con sensi di colpa redenti appunto dalla rappresentazione artistica. Gli artisti di oggi, invece, faticano ancora a cogliere la portata del fenomeno e pertanto in quanto a qualità espressiva “volano basso”, se così si può dire. Se la grande finanza, tuttavia, si limita a investire nell’arte, cioè senza tener conto delle potenzialità espressive del “loro” campo d’attività, gli investitori privati più piccoli stanno dimostrando maggior sensibilità. Solo che faticano a trovare artisti in grado di cogliere il fenomeno. I trader sentono l’esigenza di rappresentare se stessi attraverso simboli estetici e culturali, ma gli artisti ancora non hanno colto la potenza dirompente del fenomeno postmoderno (con l’unica eccezione del Cinema). Quando nacque il gruppo di trading traderpedia su facebook, nel 2013, una delle prime curiosità che l’admin Stefano Fanton volle soddisfare fu proprio di conoscere l’ambiente in cui i trader lavoravano e chiese loro di postare delle foto. I tavoli di lavoro, i desktop professionali, gli schermi illuminati dai grafici di borsa, l’arredo degli uffici sembrano chiamare scultura e pittura ad una rappresentazione tematica più pregna di significato.

Ma esistono artisti che hanno capito questa esigenza? C’è una produzione estetica dedicata al tema della finanza?

Qualcuno, in Italia, chiamerebbe in causa Maurizio Cattelan e L.O.V.E., la scultura comunemente nota come “Il Dito” posta al centro di Piazza degli Affari a Milano. L’opera è collocata di fronte a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa. Il nome è un acronimo di «libertà, odio, vendetta, eternità». La scultura è alta 4 metri e 60 (11 col basamento) ed è realizzata in marmo di Carrara. L’opera raffigura una mano intenta nel saluto fascista ma con tutte le dita mozzate, come se erose dal tempo, eccetto il dito medio. Il gesto irriverente, che contrasta ironicamente con lo stile classico e monumentale dell’opera, sembra così rivolgersi sia all’architettura del ventennio di Palazzo Mezzanotte sia al mondo della finanza che esso rappresenta.

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In questo caso, tuttavia, ci troviamo di fronte ad un monumento, unico nel suo genere e che perderebbe molto del suo significato se collocato altrove.

Più affine al ragionamento che vogliamo proporre, invece, è l’arte che viene dai software. Non è raro, infatti, imbattersi in trader che realizzano grafici artistici da postare sui social o da tenersi sul desktop di lavoro e che non hanno alcun significato operativo, ma che vengono costruiti tramite software e piattaforme di trading sulla scorta di dati numerici solo perché “belli” o altamente simbolici del lavoro del trader, come nell’esempio che vi proponiamo qua sotto

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Da notare che in quest’ultimo caso vi è copyright per scaricare in toto  l’immagine senza il riferimento sgradevole della casa di produzione, segno che questo tipo di grafico viene venduto online come fosse un poster o, più ambiziosamente, un dipinto.

Ma dove l’arte ha mostrato di cogliere maggioramente nel segno è nelle opere di Lio Sottile presentate l’estate scorsa alla biennale di Milano. Come ha scritto la critica di recente:

«La TOL art si nutre del linguaggio della finanza e dei segni di questo universo e si traduce, per successivi passaggi, in arte astratta attraverso i meccanismi della pittura. I quadri di Lio Sottile inglobano sorprese e sensazioni che derivano dal mondo del trading catturando l’attimo in cui l’evento si materializza per poi rimontarlo in un’atmosfera di colori e di segni. Ripensato e rivisto, il movimento del prezzo si sgancia dall’idea del denaro e vive la propria vita come traccia che si inerpica tra correzioni, inesattezze, sovrapposizioni, aloni, esuberanze nella superficie del dipinto. Nel sogno della trasposizione l’osservatore entra nella dinamica del trend per farne parte dall’interno, ribaltando le regole del gioco e diventando per una volta il vero protagonista».

Eccovi un paio di esempi superbi.

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Chiudiamo questa rassegna con le nostre preferenze: Tobia Ravà, del quale vi proponiamo solo due esempi

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In queste opere, anche se il trading non è nella mente e nelle corde dell’autore, a nostro avviso ben si colgono i motivi postmoderni dominati dalle quantità. Perchè è difficile avere un dipinto di Ravà dietro la postazione di trading? Semplice, perché Ravà è pittore veneziano di religione ebraica e come tale, decisamente caro